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Moratorie: l’UE da il via libera per la proroga al 31 dicembre

Massimo Leone
29 giu 2021
Tempo di lettura: 2 minuti, 0 secondi


Per tutti coloro che hanno fatto richiesta entro il 15 giugno, le moratorie garantite dallo Stato saranno prorogate dal 30 giugno al 31 dicembre.

Ma siamo sicuri che questa opportunità sia positiva per le imprese?

I pro e i contro analizzati dal Dott. Massimo Leone

Il DL Sostegni bis appena approvato prevede per le imprese la possibilità di richiedere un ulteriore allungamento fino al 31/12/2021 della sospensione della sola quota parte del capitale delle rate dei finanziamenti ottenuti; a differenza della precedente moratoria in questo caso dovrà essere l’impresa a dichiarare la propria volontà di avvalersi di questa opportunità.

Quali sono i rischi di questa decisione?

In realtà l’adesione a questa ulteriore moratoria va attentamente ponderata evitando di farsi prendere dai facili entusiasmi perché comporta il rischio che la banca classifichi il credito come “forborne exposure” assoggettando la posizione ad una serie di operazioni continue di monitoraggio particolarmente gravose anche per la stessa impresa.

Sul punto Banca d’Italia recependo gli orientamenti dell’EBA in materia di moratorie legislative e non legislative Covid-19” stabilisce un limite massimo cumulato di 9 mesi alle moratorie concesse o prorogate dopo il 30 settembre 2020 affinché il credito possa essere considerato non forborne.

I crediti forborne raggruppano una categoria molto ampia di posizioni ovvero i "crediti ristrutturati", i "crediti rinegoziati", i "crediti rifinanziati" o i "crediti modificati" e vengono classificati come non performing, nei casi di sofferenze, probabili inadempienze, esposizioni scadute e/o sconfinamenti deteriorati.

La normativa EBA prevede che allorquando una posizione venga definita forborne non performing debba permanere nella macro categoria forborne almeno tre anni mentre nel caso in cui la posizione venga definita forborne perfoming sono sufficienti due anni di "buona condotta".

Siccome le “misure di tolleranza” (anche dette “forbearance measure”) sono concesse sul presupposto di una situazione di difficoltà della impresa ancorché risolvibile, è evidente che la qualifica del credito come forborne peggiora il rating dell’azienda complicando non poco, peraltro per almeno due anni, la possibilità che essa acceda a nuova finanza per avviare programmi di crescita e sviluppo futuri.

A questo punto si aprono due scenari: o il Governo si attiva con urgenza presso l’EBA per far si che anche questa ulteriore proroga possa essere automaticamente qualificata come “moratoria generale di pagamento” oppure occorrerà utilizzarla se e solo se i flussi di cassa previsionali non consentano all’impresa di pagare regolarmente le rate dei finanziamenti; diversamente la cura rischia di essere veramente peggiore del male!!