Meditate gente...meditate!

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Sintesi del Rapporto Cerved PMI 2019: fatturato fermo ai livelli del 2017, costo del lavoro in aumento (+5,6% rispetto all’anno precedente), redditività in calo e tempi di pagamento in peggioramento dopo il periodo positivo 2013-2018.


Ma nonostante questo deterioramento economico i profili di rischio delle aziende risultano migliorati rispetto all’anno precedente, ovvero, le PMI restano finanziariamente solide, con un valore aggiunto in crescita (+4,1%).

Si può affermare che il rapporto descrive una classica situazione “da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto”, ma a prescindere dall’interpretazione dei dati, Cerved dedica un’intera monografica sull’impatto del nuovo Codice della crisi sulle PMI.

A tal proposito Cerved stima che i costi “nuovi” che le PMI dovranno impiegare tra i 20 ed i 40 mila euro/anno (6 miliardi di euro complessivi) per ottemperare alla nuova normativa che consiste essenzialmente nell’implementare sistemi di controllo di gestione e pianificazione finanziaria adeguati al proprio assetto organizzativo, alla natura ed alla dimensione dell’impresa come ribadito dall’art. 2086 del Codice civile.

D’altronde, come il famoso bicchiere di cui sopra, esiste una dicotomia intuibile e quantificabile: a fronte di questi 6 miliardi di “nuovi” costi, il sistema PMI dovrebbe beneficiare anche di vantaggi e Cerved stima che questi potrebbero raggiungere i 10 miliardi di euro, superando ampiamente i costi previsti.

Il punto è saper cogliere l’opportunità che sottende all’obbligo normativo.

La norma infatti obbliga l’imprenditore/amministratore (e non l’organo di controllo) al monitoraggio della continuità aziendale: l’imprenditore avveduto, grazie alla implementazione di sistemi di controllo di gestione, pianificazione finanziaria e budgeting, potrà valutare la sussistenza delle minacce e porvi rimedio, ma prima ancora, potrà individuare le azioni utili ad aumentare il fatturato, ad espandersi nella direzione giusta, ad incassare e pagare meglio anche se fattura qualche centinaia di migliaia di euro!!

Non vi sono infatti “limiti” nei sistemi di controllo di gestione, che vanno semplicemente adeguati alle dimensioni dell’impresa.

Le aziende di medio-grande dimensione sono già dotate di uffici dedicati al controllo di gestione; una PMI di piccole dimensioni, invece, non può permettersi un ufficio dedicato, ma può investire un budget compatibile alla propria capacità di spesa per proteggersi e, soprattutto, per evolversi.

Se l’imprenditore sceglierà di ottemperare al mero adempimento normativo, limitandosi ad esempio a riportare in nota integrativa i numeretti restituiti da un software lowcost, sostanzialmente non coglierà le opportunità di crescita e, tra l’altro, non sarà in grado di garantire né sé stesso né l’organo di controllo.


Promem ha una soluzione dedicata alle PMI che intendono cogliere l’opportunità anziché subire l’adeguamento, per approfondire contattami al 335 613 0415.
Meditate gente… meditate!

Conclusioni


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