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Crisi d’impresa. Verifica del risanamento tramite il DSCR

Massimo Leone
04 nov 2021
Tempo di lettura: 3 minuti, 51 secondi

La legge di conversione del decreto n. 118 recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale ricalca l’importanza del Dscr (Debt service coverage ratio).


La legge di conversione del decreto n. 118 recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale ricalca l’importanza del Dscr (Debt service coverage ratio).

L’articolo 3 D.L. 118/2021prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale sulla quale, deve essere reso disponibile, per l’imprenditore, un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento della posizione debitoria.

In particolare, il test in questione deve essere finalizzato a consentire all’imprenditore e ai suoi professionisti di valutare preliminarmente la fattibilità e la complessità del risanamento e soprattutto se questa, per potersi realizzare, dovrà passare attraverso l’adozione di iniziative in discontinuità rispetto alla gestione corrente. Il rapporto previsto come test ha la medesima natura del Dscr, sebbene sia stato notevolmente semplificato allo scopo di consentirne il calcolo anche laddove le previsioni finanziarie siano di difficile elaborazione.

Il Debt Service Coverage Ratio è un indice che contribuisce a valutare quanto siano sostenibili i debiti (principalmente finanziari) di una impresa. Ci sono vari metodi di calcolo di questo indice ma in buona sostanza esso si costruisce mettendo a confronto i flussi di entrata di un determinato periodo (di norma sei mesi) con i flussi in uscita per capitale ed interessi. Spesso per prudenza si aggiungono anche impegni assunti dalla impresa (es. rateizzazioni fiscali).

Esaminando questo indice sarà possibile prevedere le possibilità di risanamento di una impresa ed i risultati delle strategie di risanamento o tutela eventualmente adottate.

Promem ha predisposto un sistema di rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita di continuità aziendale.

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Il DL 118/2021, oramai diventato legge, segna un punto di svolta nel processo evolutivo del Codice della Crisi d’impresa.

Dal 15 novembre 2021 sarà online una procedura telematica per consentire alle micro, piccole e medie imprese, di effettuare un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento debitorio, accessibile da parte dell’imprenditore e dei professionisti dallo stesso incaricati.

La struttura della piattaforma, la lista di controllo particolareggiata, le modalità di esecuzione del test pratico e il contenuto del protocollo sono definiti con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia. Quest’ultimo fornisce nella Sezione I la descrizione analitica del test che serve a consentire una valutazione preliminare della complessità del risanamento, attraverso il rapporto tra l'entità del debito che deve essere ristrutturato e quella dei flussi finanziari liberi che possono essere posti annualmente al suo servizio.

Il rapporto previsto ha esattamente la medesima natura del DSCR, sebbene sia stato notevolmente semplificato per fare in modo che al calcolo possano accedervi sia le imprese che già dispongono di un piano di risanamento sia quelle che ne sono prive.

Senza piano di risanamento, si può svolgere il test sulla base dell'indebitamento e dell'andamento economico ricorrente attuale: anche se non è un indice della crisi, si tratta ugualmente di un indicatore della difficoltà che ci si troverà ad affrontare durante la composizione negoziata.

Calcolo del Dscr

L’indice tiene conto non solo del debito scaduto ma anche di quello già riscadenzato, delle linee che non saranno ragionevolmente rinnovate, delle rate in scadenza nel prossimo biennio, degli investimenti previsti, considerando le riduzioni derivanti da dismissioni, immissioni di liquidità a vario titolo, al netto delle perdite di cassa del primo anno. Si potrà infine tenere conto di eventuali stralci ragionevolmente ottenibili al fine di ridurlo ulteriormente.

Il debito da ristrutturare cosi calcolato deve essere rapportato ai flussi annui al servizio del debito che la gestione dell'impresa è mediamente in grado di generare a regime, prescindendo dalle eventuali iniziative industriali, utilizzando la stima del margine operativo lordo prospettico normalizzato annuo, prima delle componenti non ricorrenti, a regime, al netto degli investimenti di mantenimento annui a regime e delle imposte sul reddito annue che dovranno essere assolte.

I risultati

Dal valore che assumerà il rapporto si desumeranno il numero di anni presumibilmente necessari per estinguere la posizione debitoria in eccesso, nonché l'entità di eventuali stralci o conversione in equity.

Con il test messo a disposizione, gli imprenditori avranno uno strumento utile per cercare di capire in modo semplice e intuitivo se il debito accumulato sia sostenibile mediante i flussi finanziari futuri.

Segue poi, qualora sia necessario, la nomina di un esperto che dovrà valutare senza indugio l’esistenza di una concreta prospettiva di risanamento. Per procedere con tale valutazione, l’esperto dovrà convocare l’imprenditore e potrà altresì consultare, insieme a tutti gli altri documenti richiesti, anche il test prodromico eseguito dallo stesso imprenditore.