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Crisi d’impresa, cosa cambia con il D.L. n. 118/2021

Massimo Leone
04 nov 2021
Tempo di lettura: 3 minuti, 29 secondi

È stata pubblicata In Gazzetta Ufficiale n 254 del 23 ottobre la legge di conversione del decreto n 118 recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale.


È stata pubblicata In Gazzetta Ufficiale n 254 del 23 ottobre la legge di conversione del decreto n 118 recante misure urgenti in materia di crisi d'impresa e di risanamento aziendale.

La predisposizione di adeguati assetti organizzati aziendali e la rilevazione di fondati indizi di crisi impattano, anche secondo il Dl 118/2021, sulla responsabilità dell’organo di controllo nonché sugli amministratori.

La differenza più importante rispetto il codice della Crisi è però rappresentata dal carattere interno della segnalazione da parte dei sindaci che dovrà avvenire in maniera tempestiva qualora emergano condizioni di squilibrio economico finanziario che rendono probabile la crisi. Deve seguire poi un attento monitoraggio sulle iniziative assunte dagli amministratori e sull’andamento delle trattative, nell’ambito della composizione negoziata che vede nel collegio sindacale un referente privilegiato dell’esperto, con il quale si istituirà un flusso informativo biunivoco. Tale attività, e ancor prima la tempestività della segnalazione, costituiranno elementi rilevanti che il giudice dovrà considerare nel valutare la responsabilità solidale dei sindaci nei casi previsti dall’articolo 2407 del Codice Civile.

Cos’altro è cambiato?

Tra le tante novità del DL resta confermata per le società di capitali ed estesa alle altre imprese collettive l’obbligo di introdurre assetti e procedure dirette all’individuazione dello stato di crisi prima che la stessa diventi irreversibile, per consentire l’adozione di misure idonee a superarla o prevenirla.

La predisposizione degli assetti compete sempre all’imprenditore mentre ai sindaci e revisori si richiede:

1) di verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa, la permanenza dell’equilibrio economico finanziario e il prevedibile andamento della gestione;

2) di segnalare all’organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi.

Come nel Codice della crisi, la vigilanza fa perno su un sistema che privilegia l’adozione di strumenti organizzativi in grado di rilevare gli indicatori della crisi a seconda delle dimensioni e della tipologia dell’attività d’impresa. E anche in questo caso la segnalazione deve essere motivata.

In breve sintesi alcune delle disposizioni previste nel DL 118/2021:

  • Prorogato al 16 maggio 2022 (in luogo del 1° settembre 2021) l’entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa (Decreto legislativo del 12/01/2019 n. 14).
  • Slitta al 31 dicembre 2023 l'entrata in vigore degli strumenti di allerta.
  • Riferimento al solo organo di controllo e non anche al revisore esterno.
  • La segnalazione dei sindaci dovrà aver luogo non soltanto quando si riscontri una situazione di crisi, ma già ove emergano «condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che la rendono probabile».
  • Passa da 60 a 30 giorni il termine entro il quale gli amministratori devono dare riscontro alla segnalazione dei sindaci.
  • La responsabilità solidale dei sindaci è esclusa se si dimostra il tempestivo accertamento dei segnali di crisi, anche alla luce degli indici individuati negli schemi di verbali del collegio e riportati sul sito del Cndcec.

Inoltre, L’art. 2 del decreto introduce la composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa quando risulta ragionevolmente perseguibile il risanamento dell'impresa. L’imprenditore commerciale o agricolo può richiedere alle associazioni camerali dell’ambito territoriale, in cui ha sede la sua impresa, la nomina di un esperto indipendente. Il compito del professionista sarà quello di agevolare le trattative tra imprenditore, creditori ed eventuali altri soggetti coinvolti nella situazione debitoria dell’azienda, cercando di individuare una soluzione per il superamento delle condizioni di squilibrio economico o patrimoniale dell’impresa, anche mediante il trasferimento dell'azienda o di rami di essa. Tale procedura entrerà in vigore a partire dal 15 novembre 2021.

A tal proposito il DL 118 prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale sulla quale l’imprenditore potrà effettuare un test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento.

In particolare, il test in questione deve essere finalizzato a consentire all’imprenditore e ai suoi professionisti di valutare preliminarmente la fattibilità e la complessità del risanamento e soprattutto se questa, per potersi realizzare, dovrà passare attraverso l’adozione di iniziative in discontinuità rispetto alla gestione corrente.

Tali misure sono state introdotte, a seguito dell’aumento delle imprese in difficoltà o insolventi e della necessità di fornire nuovi ed efficaci strumenti per prevenire e affrontare situazioni di crisi.


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